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IL PRIMO VIAGGIO NON SI SCORDA MAI !

L’aereo sorvolava Miami ed iniziava il cattivo tempo. Un mare di nuvole inghiotti’ l’apparecchio. Fulmini cadevano come flash alla prima di un film di 007 a Leicester Square..

Stavo arrivando a l’Avana per l’ennesima volta, ma stavolta con un pizzico di paura. L’aereo ballava e non certo la salsa. 

Girammo tre volte sopra l’Avana, poi il comandante comunicò che l’aeroporto era stato temporaneamente chiuso, causa un violento temporale. Ci dirottarono a Cayo Largo.

Il primo pensiero fu accidenti arriverò all’Hotel Nacional e troverò La Casa del Habano chiusa!!!!

E cosi fu. Quando raggiungemmo l’Avana erano passate le 20 e la tienda era serrata.

Il giorno dopo ebbi la mia rivincita. Con due miei discepoli ,facenti parte dell’Elite Rome Cigar Club,  ci recammo a La Casa del Habano dell’Hotel Melia Habana.

 

Al nostro arrivo, le porte del paradiso si spalancarono. Un forte aroma di tabacco ci pervase le narici. I miei adepti, al loro primo viaggio a Cuba, si trasformarono in Pinocchio e Lucignolo nel paese dei balocchi.

Mentre loro erano in preda all’estasi, io mi diressi subito all’humidor che conteneva i sigari della torcedora Yolanda Medina.  Ne presi alcuni  e  ne accesi uno. Accomodandomi sul divano, mi godetti lo spettacolo che i miei amici esibivano. Girovagavano per la tienda, dandosi botte coi gomiti per richiamare l’attenzione dell’altro. Guarda che humidor. Guarda questi sigari, in Italia non ci sono.

Finalmente trovarono pace e offrii loro un sigaro ciascuno. Chiesi tre caffè al cameriere dell’angolo bar del negozio, per degustarli assieme ai puros. Avevo scelto tre Behike 52. Fumata memorabile!!!Tiraggio ottimale!!!

Nel pomeriggio, condussi i miei discepoli presso La Casa del Habano dell’hotel Conde de Villanueva. La specialità della casa sono dei sigari fuori misura, dal cepo impressionante.  Scelsi un 56. Il più temeraro dei miei amici, un 60!!!!

Finito il rifornimento di puros, feci accomodare i miei compari sulle sedie a dondolo del patio dell’albergo.

Stanchi dal girovagare e dall’umidità, ci facemmo cullare dal dondolio delle sedie e dalle ricche boccate. Fino a quando due habaneri, dotati di chitarra, cominciarono ad intonare Guantanamera. La canzone iniziò in sordina, poi pian piano il volume crebbe. Vi dico soltanto che il ritornello  lo sentirono  fino al Floridita. Noi tre ci eravamo aggiunti al canto.

Per finire degnamente la giornata fumosa, dopo cena, ci sedemmo sulle sedie del parco dell’Hotel Nacional, di fronte all’oceano. Ognuno di noi era distrutto, ma felice. Ognuno aveva un mojito e un puro.

Un leggera brezza ci accarezzava il volto. Un aroma inebriante fluttuava nell’aria. Eravamo a l’Avana.

"ricordo di Massimo Busciolano per il primo viaggio a L'Avana dell'Elite Rome Cigar Club 1-9 Giugno 2012"

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Lunedì, Maggio 27, 2019

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