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APPUNTI DI VIAGGIO : CUETO ...L'UOMO DEI RECORD

Riceviamo dall'amico Massimo Busciolano un'altra storia del suo ultimo viaggio a L'Avana ... uno scritto da leggere tutto d'un fiato !

Questa volta ero intenzionato a conoscere il top dei torcedor cubani. Avevo chiesto a Luca dove potevo trovare Jose Castelar, meglio noto come Cueto, uno dei torcedor più famosi al mondo. L’uomo dei record...

     

Eh si, miei cari. Cueto è entrato, per ben cinque volte, nel Guiness dei Primati. Ha fatto il sigaro più grande del mondo. L’ultimo, nel 2011, misura m.81,80 ed è appeso al soffitto della tienda La Triada, dove Cueto lavora.

Cosi, martedi 23 ottobre, dopo aver fatto colazione, presi un taxi da Vedado, zona dove risiedevo, per andare alla forteleza de El Morro. Li infatti, il mio amico Luca mi aveva assicurato che avrei trovato l’uomo dei record.

Il tragitto in taxi fu piacevole. Passammo lungo il Malecon. Alcuni edifici erano stati appena restaurati. Altri stavano ancora con le impalcature. Era una giornata di sole. La temperatura si aggirava intorno ai 30 gradi. Il tassista era in vena di chiacchiere. Solite domande alle quali seguivano le solite risposte. Sono italiano, di Roma, mi piacciono i sigari cubani, non necesito chica, è l’ottava volta che vengo a l’Avana. A questo punto, eravamo arrivati al controllo pedaggio per entrare nella zona della Forteleza.

   

Pagai la corsa e scesi dal taxi. Mi diressi verso l’entrata de El Morro. Superai il ponte e il corridoio che dava all’ingresso. Pagai il biglietto. Che bella era la Forteleza. Non me la ricordavo cosi. Erano passati anni da quando c’ero stato. Camminando lentamente, gironzolai nelle stanze. Una era piena di dipinti raffiguranti gli attacchi della flotta inglese alla fortezza. Girai l’angolo e feci attenzione a non fare rumore. Una custode stava infatti dormendo seduta con la testa e le braccia appoggiate ad un tavolo d’epoca. Con un sorriso lasciai le stanze per indirizzarmi al faro. Una volta arrivato, ebbi una spiacevole sorpresa. Causa forte vento, il faro non poteva essere visitato. La mia solita sfiga, pensai.

Cosi continuai a passeggiare per la Forteleza. Incuriosito, mi infilai all’interno di un torrione. Scusandomi, uscii il più velocemente possibile. Un uomo e una donna, impiegati come custodi del maniero, si stavano rivestendo!!!!

Ma come…loro avevano appena avuto un rapporto sessuale in una zona aperta ai visitatori ed io avevo chiesto loro pure scusa. Tra l’incazzato e il divertito, continuai il mio giro.

Lo spettacolo che ammiravo dai bastioni era bellissimo. Da una parte L’Avana. Dall’altra l’oceano.

Finalmente arrivai al negozio dove in teoria avrei trovato Cueto. Entrai. La tienda era deserta. Non c’erano clienti. Un commesso sorridente mi venne incontro. Chiesi se Cueto era di riposo e lui rispose che lo avrei trovato all’altra forteleza. Quella de La Cabana. Mi congedai ed entrai nel bar ad acquistare una bottiglietta di acqua minerale, in previsione della breve passeggiata che mi aspettava per andare a trovare Cueto.

Acquisto migliore non potevo farlo. Erano giunte oramai le 12:30 e il sole era alto. In più, era anche aumentata l’umidità. Arrivai a La Cabana sudato ma felice. Superato il ponte levatoio, vidi un grande manifesto pubblicitario che ritraeva l’uomo dei record.

Entrai con cautela. Nei negozi cubani tengono l’aria condizionata cosi bassa che ci vorrebbe un maglioncino di cashmere. Cercai con lo sguardo il mio uomo. Lo trovai seduto al divano rosso. Mi sedetti anch’io. Lo guardai e mi presentai. Gli dissi che ero la per conoscerlo e per assaggiare i suoi sigari. Con dispiacere, appresi la notizia che non aveva fatto l’uovo! Non che Cueto sia una gallina. Lui fa un sigaro molto famoso di un formato particolare, chiamato appunto l’uovo. Aveva a disposizione solamente Salomones e Marevas. Considerata l’ora, il caldo, l’umidità, mi accesi una Mareva per poi degustare il Salomone dopo cena al fresco. Chiacchierammo sui sigari naturalmente e sulla sua recente venuta in Italia. Era molto contento della sua esperienza e di come era stato ricevuto dagli amici italiani.

Fummo interrotti dall’arrivo di gruppi di turisti russi. E lui doveva fare da padrone di casa e da star. Cosi, mentre si metteva in posa con uno sconosciuto (cosi come aveva fatto col sottoscritto), gironzolai per la tienda. Una scatola di Montecristo, una di Cohiba e un’altra di Romeo Y Julieta. Passai alle bottiglie di ron e al caffè. Per finire alla parete dove c’erano le fotografie. Tra le tante, riconobbi persone che conoscevo, come Massimo e Francesco, tanto per fare due nomi a caso. Vedere le loro facce su quel muro, mi fece sentire a casa.

Continuai a fumare la Mareva spettacolare di Cueto. Con discrezione, colsi l’attimo che stava da solo per andarlo a salutare. Gli presentai i miei complimenti per il sigaro da lui fatto, sperando che trovasse le mie parole sincere e non solo di circostanza.

Mi incamminai con calma verso l’uscita della Cabana, in cerca di un taxi.

Quando lo trovai ripresi a recitare le solite risposte alle solite domande, sono italiano, di Roma, me gusta el tabaco, no quiero chica, è l’ottava volta che vengo a l’Avana.

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