IL NACIONAL E I SUOI DIVANI !

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Per chi va a L’Avana per fumare sigari è una tappa obbligata, la visita in un tempio volando con la fantasia a quando l’intero albergo venne requisito dal gangster Luky Luciano per incontrare i suoi pari, o quando all’indomani della presa del potere divenne il quartier generale dei “barbudos”.

 

 Stiamo parlando dell’Hotel Nacional, un capolavoro d’architettura inaugurato il 30 dicembre 1930 che, nella sua storia ultra ottantennale ha ospitato stelle del cinema, mafiosi e politici.

 

 

L'Hotel ha una forma ad H ed è alto otto piani, da questi si ha una magnifica vista su L’Avana, sulle sue spiagge, sul Mar dei Caraibi e sul Malecon.

Come dicevamo, è uno dei gioielli architettonici della città avvolto in una sorprendente mescola caraibica di art decò, stile neoclassico e stile neocoloniale.

I progetti per la costruzione dell'albergo iniziarono negli anni '20, anche se la storia ufficiale vuole che il Governo versasse la maggior parte dei 7 milioni di dollari necessari alla costruzione, in realtà gran parte del finanziamento arrivò dalla mafia, arricchitasi grazie al Proibizionismo in corso in quegli anni negli Stati Uniti.

Progettato e costruito da imprese statunitensi, fu realizzato da 8mila operai in poco meno di 14 mesi.

 


All'interno tappeti e specchi ricordano la storia dell'hotel che è in un certo modo il riflesso della storia di Cuba, che passò dall'essere un casinò tropicale all'essere un enclave del comunismo ai caraibi.

I portici dei giardini ricordano i chioschi monastici, con arcate ispano-moresche, rinfrescate dalle piante del piano principale, simile a tre navate parallele di una chiesa medievale o le travi simulate del tetto, che ricordano un vecchio monastero catalano con reminiscenze arabe.

 

 

Si trova su un'altura nei pressi di Punta Bava, ad un'estremità della caletta di San Lázaro, secoli fa prediletta dai pirati; la sua posizione strategica è sottolineata anche dal fatto che nel XIX secolo si trovava qui la batteria di Santa Clara e il cannone Ordóñez, uno dei più grandi dell'epoca, è ancora oggi in uno dei giardini dell'hotel (come elemento decorativo, ovviamente).

 

 

Il ristorante dell'albergo porta il nome di don Luis Aguiar, il governatore di Punta Brava, che respinse da qui i britannici, durante l'assedio di L'Avana.

Durante la Crisi dei Missili, nel 1962, quando la struttura non era più l'albergo più glamurous dei Caraibi ed era stato trasformato in un centro di allenamento per le donne campesinas, i soldati cubani scavarono gallerie nei suoi giardini e installarono batterie antiaeree, nell'attesa di un eventuale attacco ordinato da John F. Kennedy.

Insomma, solo la storia del posto in cui l'Hotel Nacional è stato costruito merita tutta l'attenzione … tra le tante storie che avvolgono non senza mistero l’hotel, si narra che Lucky Luciano durante la sua permanenza a Cuba presiedette qui un vertice di boss mafiosi.

 

 

La copertura al summit era quello di fare un omaggio al cantante ed attore Frank Sinatra” e si svolse tra il 22 ed il 26 dicembre 1946. Fu in quella storica riunione a L'Avana, raccontata poi ne Il padrino 2, che le famiglie si divisero gli affari dei casinò, della droga e della prostituzione a Cuba.

Quindi nel Natale ‘46 l’Hotel Nacional venne praticamente chiuso al pubblico, lo occupavano 500 invitati in rappresentanza delle famiglie più potenti degli Stati Uniti. Inoltre erano presenti Albert Anastasia, Frank Costello, Joe Adonis, Meyer Lansky, Vito Genevose, Giuseppe “Joe” Bonanno, Tom Lucchese, Willie Moretti, Tony Accardi, i fratelli Fischetti (parenti di Al Capone) e Santo Trafficante, potentissimo capo mafia della Florida.

Sono passati in molti da qui: Winston Churchill, Nelson Rockfeller, Alexander Fleming, l'imperatrice Soraya, i duchi di Windsor, Ernest Hemingway, Rita Hayworth, Errol Flynn, Marlon Brando, Maria Félix, Gary Cooper, Robert De Niro, Robert Redford, Oliver Stone, Steven Spielberg, Diego Armando Maradona, Pierre Cardin, Girgio Armani, Naomi Cambell, Kate Moss, Miguel Bosè, Juanes.

 


Dal 1992 l'Hotel Nacional è un Monumento della Memoria Nazionale di Cuba, per decisione dell'UNESCO, che mai prima aveva dato un simile riconoscimento a una struttura di questo tipo. Ed è un riconoscimento arrivato subito dopo un nuovo cambio nella tumultuosa storia di questo edificio. Con la caduta dell'Unione Sovietica, il declino della Revolución e l'economia della Isla sempre più fragile, le autorità cubane decisero di rinnovare completamente l'albergo per aprirlo al turismo internazionale.

 

 

Come accennavamo il “Nacional” nel suo patio ad “U” che volge verso il Malecon ha dei divani e delle poltrone in vimini che, per tutto lo svolgersi del giorno, ma in particolare dall’ora di cena a tarda notte si popola di appassionati fumatori.

 

 

E’ lì che, dopo cena ci si concentra per scambiarsi opinioni e condividere un buon puro.

E’ lì che dopo le cene dell’ “Encuentro degli amici di Partagas” o del “Festival dell’Habanos” ci si ritrova a sorseggiare l’ultimo moijto in compagnia di amici appassionati vecchi e nuovi provenienti dai 5 continenti.

E’ lì che si capisce il significato de “el placer de compatir” … un’esperienza che una volta vissuta rimarrà indelebilmente scolpita nei ricordi ...

 

 

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