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IN ANTEPRIMA UN MONTESCO ... HOYO DE MONTERREY GRAND EPICURE E.L.2013 ?

L'amico Giuseppe "Akela" Mitolo ci propone una gustosa anteprima !

La maggiore difficoltà che si riscontra nel degustare un sigaro, può essere sintetizzata nell’attenzione che il fumatore dedica al manufatto. Un’attenzione che coinvolge tutti e cinque i sensi, come noto, e che richiede una concentrazione massima, soprattutto nella fase della fruizione vera e propria. Tuttavia, se ciò non bastasse, occorre che il catador sia scevro da ogni condizionamento della marca o dell’esclusività del sigaro.

Con questi dubbi e premesse ho avuto la fortuna di accendere e degustare probabilmente la prossima Edizione Limitata di Hoyo de Monterrey. L'avverbio è d'obbligo, perchè di questi sigari prodotti "in anteprima", soprattutto a Cuba, non si può mai essere certi che ciò che si possiede fra le mani corrisponda a quello che dicono sia. Il Grand Epicure (questa la vitola de salida) conferma il trend di mercato dei sigari dal grueso sostanzioso, rilanciando la vitola de galera montesco (130mm x 55) che conta come unico “precedente” il Wide Churchill di Romeo y Julieta. La marca Hoyo de Monterrey, nel corso degli anni, è stata una delle più rappresentative nel panorama delle Edizioni Limitate, piazzando, dal 2000 al 2013, ben sette referenze, l’ultima nel 2011 con lo Short Hoyo Piramide.

Dopo questi brevi cenni storici, passiamo in rassegna visiva questa “avant-première”.

L’aspetto esteriore del sigaro è stupefacente: ciò che colpisce subito è la costruzione, con l’attenta chiusura della testa perfettamente rotondeggiante, quasi ogivale, a mo’ di tumbado. La capa è ben tirata, di un bellissimo colorado maduro, con toni sul bruno, anche se l’esemplare testato aveva delle marezzature. Il riempimento sembra quasi eccessivo e il peso complessivo del sigaro sembra confermarlo. Il tiraggio, una volta intestato, è prefetto: leggermente serrato, ma nulla di preoccupante, anzi.

A crudo sembra ricordare i tabacchi nicaraguensi: terra e cacao sono predominanti, con un accenno di caffè e pepe.

Una volta acceso, il puro sembra imporsi con tutta la sua opulenza, risultando particolarmente sapido, con una nota piccante che sembra presagire una fumata potente e corposa. La forza sostenuta fa da sfondo ad un ventaglio aromatico nel quale cuoio e terra risultano predominanti rispetto ad una nota di legno. Tuttavia, molto presente è anche l’ammoniaca, sintomatica di un sigaro torcido da pochissimo tempo.

Il secondo tercio, invece, sembra costituire un vero e proprio “giro di boa” dell’intera fumata. La forza cala leggermente (passando da un registro medio - forte a uno medio) e anche il sapore sembra allontanarsi dall’originario sapido, per evolvere verso un impianto dolce. Di fatti, di pari passo all’attenuarsi degli aromi iniziali, comincia a far capolino un interessante aroma di miele, che accompagnerà il fumatore per tutta la fruizione. La cenere è molto compatta e lunghissima, e decide di cadere dopo ben sei centimetri di fumata.

L’ultimo tercio non presenta notevoli variazioni, se non un incremento esponenziale del miele, che si irrobustisce grazie anche alla forza contenuta, che mai prevarica il registro aromatico. Per tutta la fumata, però, l’ammoniaca è onnipresente e questo disturba parecchio anche la percezione stessa degli aromi, soprattutto dopo novanta minuti di fruizione.

Nel complesso un puro abbastanza equilibrato, dalla complessità e dal’evoluzione buona, e dalla qualità fine. Lunghissima la persistenza.

Difficile esprime un giudizio che sia esaustivo dell’esemplare fumato: i difetti legati alla freschezza di questo montesco, sicuramente torcido da poche settimane, sono emersi nel corso della cata (sentori ammoniacali e continue correzioni della combustione della capa), inoltre occorre essere consapevoli che un unico esemplare fumato non può essere indicativo di un’intera produzione.

Liberi o no di amare il formato o di prendere le distanze dal fenomeno delle Edizioni Limitate e dei sigari “cicciotti”, sicuramente questo Grand Epicure sarà un sigaro da provare!

 

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Venerdì, Aprile 10, 2020

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