"IL DIO DEL MARE" ... L'IMPERDIBILE ROMANZO DI GIUSEPPE ELEFANTE

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Siamo abituati a parlare di Giuseppe Elefante, "Confratello" della prima ora ed uno dei maggiori esperti italiani quando si parla della nostra passione, abbinandolo ad una degustazione o ad un sigaro introvabile ... oggi invece parliamo del suo primo romanzo ... dove comunque i Sigari Avana non mancano di certo !!!

d - Giuseppe, ti conosciamo tutti come grande esperto di Sigari Avana ed ottimo narratore, i tuoi articoli che parlano della nostra passione spesso fanno assaporare gli aromi al solo leggere le tue impressioni ... come ti è venuto in mente di scrivere un romanzo e come è maturata la cosa ?

r – In realtà si tratta di un lavoro concepito anni addietro e che ha avuto una lunga gestazione. Scrivere un romanzo storico richiede uno studio attento e approfondito, poiché ogni fatto narrato e ogni citazione devono essere accuratamente verificati, rispondenti al dato storico e al contesto in cui il racconto si dipana. Tutto è nato dalla mia passione per la storia militare e per le navi da guerra in particolare. La nave descritta nel romanzo però non è mai esistita, né come tipologia né come nome. Anch’essa, come ogni avvenimento narrato nel romanzo, è frutto della fantasia e della passione per la scrittura, una passione che i sigari hanno amplificato, ma che coltivavo già prima che iniziassi a fumare.


d - Non ho ancora avuto modo di leggere il libro, ti riconosci molto in Andrea Serra, personaggio principe del tuo racconto ?

r Bella domanda! In ogni romanzo c’è qualcosa di autobiografico che lega l’autore al suo racconto. Andrea Serra è un sognatore, una persona che ha nella lealtà uno dei suoi tratti caratteriali essenziali. Senso dell’onore e correttezza credo dovrebbero essere valori in cui credere e per cui battersi. 


d - Cosa ti accomuna a lui ?

r – Lo sforzo compiuto dal narratore credo viva di un nesso inscindibile con il suo vissuto. La vita è simile a un libro su cui scriviamo le nostre storie, per quanto umili e ordinarie esse siano. Andrea è un uomo passionale, caparbio, ottimista, provato da avvenimenti che mettono alla frusta la sua stessa voglia di vivere. E’ quindi un uomo che fa i conti con le sue debolezze e con le sue disillusioni, cioè con qualcosa con cui ognuno di noi si misura. Il suo sano epicureismo credo sia il tratto che più lo rende simile a me. Non a caso fuma sigari cubani!


d - Quindi è un fumatore di Sigari Avana ... e quale è il suo sigaro preferito, e magari spiegaci anche il perché ...

r – Il sigaro compare nel romanzo proprio in virtù delle affinità tra il protagonista e l’autore, ma esso entra nella narrazione in maniera defilata, senza un rilievo eccessivo. Di certo il sigaro diviene, a un certo punto del racconto, compagno inseparabile di Andrea, ma in tutto il romanzo viene menzionato un solo manufatto, il Lonsdale di Partagas; è il sigaro fumato dal superiore di Andrea, l’ammiraglio Guidi, colui che lo introduce alla passione per il fumo lento. La scelta di un formato così elegante non è certo casuale, anche se ho evitato di descrivere quali sigari fumi il protagonista. Ho preferito attribuire al sigaro stesso un valore intrinseco, quello della compagnia e del conforto che questo rotolo di tabacco sa offrire anche nei momenti difficili. Credo infatti che il sigaro rappresenti proprio questo, un amico silenzioso, generoso e paziente.


d - Non c'è solo la passione per i buoni sigari ad accomunarti a lui, anche tu sei un grande appassionato di mare, o sbaglio?

r – Sono nato e cresciuto in un paese a pochi chilometri dal mare, e non ho perciò potuto ignorarne il richiamo; il legame che si instaura con questa misteriosa e affascinante “entità” è profondo, ancestrale. Come nelle parole del protagonista, il mare è in grado di farci riflettere su molte cose, sul senso della vita e sulla fragilità dell’ esistenza. Ho con il mare un rapporto complesso: lo amo e lo temo al tempo stesso. Il racconto si sviluppa proprio sul profondo rispetto che il mare ispira, e di cui bisogna tener conto se lo si ama davvero.

d - ... e di storia militare ... e parte del romanzo è ambientato tra le grandi guerre se non sbaglio ...

r –
l’idea originale era quella di narrare una storia di guerra, ma nel corso della stesura la trama ha subìto numerose variazioni. Vorrei che il romanzo offrisse l’idea di un affresco, di ciò che è stata la storia del nostro paese in un periodo tanto drammatico come quello dei primi 50 anni del secolo scorso. La narrazione si sviluppa perciò su piani diversi: da quello intimo, legato alle vicende personali del protagonista e degli altri personaggi, a quello degli avvenimenti storici e militari che costituiscono il palcoscenico su cui si dipana il racconto. Ne è scaturito un mosaico articolato, che spero possa ingenerare nel lettore curiosità e interesse. Il Dio del Mare è un libro che narra di passioni, di amori e di disillusioni, ma soprattutto di fiducia.

d - ultima domanda: per acquistare il libro come dobbiamo fare ?


r – il libro è già disponibile sul sito dell’editore (www.edibus.it), che ringrazio per la fiducia riposta nel mio lavoro, nonchè sui tradizionali canali di distribuzione on-line. Auguro a tutti gli amici di Sigari Avana una buona lettura!


Grazie Giuseppe, sono sicuro che questo sarà il primo di una lunga serie di racconti ! 

Andrea Serra è un ragazzo nato in un paesino del Sud Italia a fine Ottocento. La sorte sembra non destinargli altro che il lavoro del padre, ottimo falegname ma di modeste possibilità.  

Rimasto folgorato dalla vista di una nave da guerra, decide di diventare ufficiale della Regia Marina subendo il richiamo di quel mare che domina il romanzo.

Superati mille ostacoli, non ultimi quelli sociali, riesce a coronare il suo sogno.

Il periodo successivo a quello della Grande Guerra, cui partecipa come giovane ufficiale imbarcato, lo vede a Roma in un turbinio di avvenimenti che gli porterà l’amore e il dolore per la perdita di amici e mentori, uccisi da un’Italia di corruzione e giochi di potere.  

All’esplosione del Secondo conflitto mondiale il destino lo porterà a essere il comandante del Marco Aurelio. La guerra corsara nell’Atlantico cui l’incrociatore corazzato viene destinato svelerà definitivamente a Andrea il volto dell’odio, la desolante fatuità che ne anima le ragioni e l’indicibile dolore che esso provoca, fino all’inevitabile epilogo.

Sarà ancora il mare a guidare Andrea verso una nuova speranza.

L’Autore

Giuseppe Elefante, nato a Ostuni nel 1963, architetto, grande esperto di sigari, pugliese DOCG. Dopo aver conseguito la maturità classica si laurea in architettura presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Sposato, con due figlie, vive e lavora a San Vito dei Normanni, dove esercita la libera professione. Appassionato di storia militare e di sigari, ha scritto numerosi articoli e recensioni per le riviste Monsieur, Passione Habanos e SIGARI!.

Attualmente è una delle firme del mensile Arbiter.

Il Dio del mare è il suo romanzo d'esordio..

Se volete acquistarlo subito ... e vi esortiamo a farlo, questo è il link !

 

 

 

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